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Autonoma e ubiqua, l’infrastruttura IT sempre più un servizio

Entro il 2026, IDC prevede che il 65% dei buyer tecnologici aziendali darà priorità a modelli di consumo as-a-service per l’utilizzo di infrastrutture, per contribuire a contenere la crescita della spesa IT e a colmare la mancanza di competenze. Il 4 maggio a Milano la quarta edizione dell’IDC Future of Digital Infrastructure Forum

Secondo una recente indagine condotta a livello globale da IDC, l’80% dei decision maker riconosce l’infrastruttura digitale come “essenziale” o “mission-critical” per facilitare il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Del resto, un’ampia percentuale dei ricavi di un’impresa dipende oggi proprio dalla reattività, scalabilità e resilienza dell’infrastruttura IT distribuita all’interno delle proprie strutture, nonché dalla capacità di sfruttare risorse IT fornite come servizio.

L’infrastruttura digitale non risiede solo nei data center on-premises dell’azienda, nelle reti, nell’edge e nel cloud. Comprende anche tutti quegli strumenti tecnologici che consentono per esempio di spostare e governare le applicazioni, di incorporare l’intelligenza artificiale e l’automazione, infine di supportare l’innovazione continua.

Alla luce delle priorità di un CIO, lo sviluppo più significativo dei prossimi anni è il riconoscimento che il futuro dell’infrastruttura è l’ubiquità del servizio. Entro il 2026, IDC prevede che il 65% dei buyer tecnologici aziendali darà priorità ai modelli di consumo as-a-service per l’acquisto e l’utilizzo di infrastrutture, per contribuire a contenere la crescita della spesa IT e colmare la mancanza di talenti nell’area ITOps.

La promessa dell’erogazione as-a-service è quella di ridurre al minimo le interruzioni dell’adozione, dell’aggiornamento e dell’operatività della tecnologia, consentendo alle aziende di produrre i risultati desiderati. IDC ritiene che l’attenzione a garantire l’agilità e la scalabilità del business stia incrementando la domanda di modelli basati sul consumo in vari siti, tra cui il cloud pubblico, l’on-premise e l’edge. I leader IT aziendali si aspettano sempre più che i fornitori e i partner IT non si limitino più a fornire piattaforme e servizi infrastrutturali, ma che affianchino le imprese nell’affrontare i problemi operativi, come la sostenibilità della spesa tecnologica e la carenza di competenze IT.

Proprio lo skill gap porterà a un uso sempre maggiore dell’intelligenza artificiale. Entro il 2027, IDC prevede che processi automatizzati a diverso livello si occuperanno della configurazione, delle prestazioni, dei costi e della sicurezza delle infrastrutture digitali, riducendo del 70% la necessità di interventi umani. A mano a mano, infatti, che le imprese passano da progetti di trasformazione digitale ad aziende completamente digitalizzate, l’aumento della complessità rischia di frenare i progressi compiuti. L’automazione con intelligenza artificiale incorporata può contribuire a ridurre i tempi di identificazione, risoluzione e prevenzione dei problemi di servizio, affrontando al contempo i costi, i livelli crescenti di complessità e le sfide in termini di competenze della forza lavoro. Allo stesso modo, l’automazione e l’analisi proattiva guidata dalle policy possono identificare e correggere i rischi di configurazione e sicurezza e mantenere l’infrastruttura conforme ai requisiti di aziendali.

Entro quattro anni, IDC prevede quindi che la maggior parte delle organizzazioni IT abiliterà operazioni infrastrutturali autonome per necessità e per rimanere competitive.

L’infrastruttura digitale che guida gli obiettivi di business” è il titolo dell’IDC Future of Digital Infrastructure Forum 2023, la quarta edizione dell’evento di IDC dedicato al futuro delle infrastrutture IT in programma all’Hotel NH Collection City Life di Milano il prossimo 4 maggio.

Condotto da Fabio Rizzotto, VP, Europe South Lead, Consulting and Custom Solutions, IDC, e Sergio Patano, Associate Director, Consulting and Custom Solutions, IDC Italia, l’evento ospiterà interventi di esperti dei principali fornitori IT e testimonianze ed esperienze di responsabili tecnologici aziendali, costituendo l’occasione per i CIO, gli IT architect, i digital leader e i dipartimenti IT aziendali di confrontarsi sulle sfide più importanti del futuro.

Honorary guest speaker di questa edizione dell’evento l’astronauta e astrofisico Umberto Guidoni.

Sponsor Cradlepoint, Deda.Cloud con VMware, Denodo, Dynatrace, IBM, Nutanix, Equinix, HashiCorp, WIIT, TeamViewer e SolarWinds.

Per informazioni sull’evento: IDC Future of Digital Infrastructure 2023

Hashtag dell’evento: #IDCFODI23

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