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Smartworking in sicurezza. Per Exclusive Networks è possibile
Luca Marinelli, CEO e general manager di Exclusive Networks Italia 

Smartworking in sicurezza. Per Exclusive Networks è possibile

I rischi cyber della fase 2. La centralità del controllo accessi. L’offerta Fortinet focalizzata su visibilità e controllo

L’arrivo della prima tranche di aiuti UE (24,9 miliardi di euro) innesco, secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di “una ripresa duratura del Paese” – scalda i motori di imprese e PA. Ma come ci conferma Cesare Radaelli, senior director channel account Italy & Malta di Fortinet, le prime indicazioni che provengono dal tessuto produttivo suggeriscono prudenza. «Il PNRR ovviamente è importante. C’è massima attenzione da parte di tutti gli operatori, su tutti i mercati. Ma per le applicazioni pratiche siamo ancora alle fasi iniziali». La cospicua entità dei fondi ha fatto lievitare l’interesse delle aziende. Tuttavia come rileva Luca Marinelli, CEO e general manager di Exclusive Networks Italia «ancora non si vede una pianificazione chiara di come questi fondi verranno utilizzati e questo impatta sul livello di fiducia delle aziende rispetto all’andamento del business che è molto altalenante. Probabilmente il prossimo anno assisteremo a una buona crescita, dovuta anche agli investimenti derivanti dal PNRR. Ma in questo momento non abbiamo segnali che questo stia accadendo».

Lavoro ibrido e investimenti

Se è ancora presto dunque per vedere risultati concreti, ovvero progetti di cybersecurity pronti a salire in rampa di lancio, dalla fase 2 dello smartworking i segnali che arrivano dalle aziende sono più tangibili, per la necessità di governare anche dal punto di vista tecnologico il lavoro ibrido. «La pandemia – lo sappiamo – ha cambiato il modo di lavorare. A mio parere definitivamente» afferma Radaelli di Fortinet. «Nei mesi scorsi eravamo obbligati a lavorare in smartworking. Ma, stabilizzata la situazione, ora assistiamo a un passaggio graduale verso un modello ibrido. Che dovrà essere regolamentato dal punto di vista contrattuale e fiscale. Un perimetro nel quale ogni azienda sfrutterà al meglio le opportunità offerte cercando di costruirsi il modello più adeguato al proprio business. Anche qui con differenze sensibili».

Cesare Radaelli, senior director channel account Italy & Malta di Fortinet

Protezione accessi e controllo

Ma una volta trovato il giusto bilanciamento tra lavoro da remoto e tradizionale in presenza, l’azienda si troverà ancora ad affrontare lo stesso problema, quello cioè di gestire e garantire ai propri collaboratori gli accessi alle risorse aziendali in modo sicuro. Ecco che entra in gioco il concetto di Zero Trust (ZT). Ovvero, un modello di sicurezza di rete basato su un rigido processo di verifica delle identità che comporta infrastrutture adeguate, capacità da parte dell’azienda di sostenere carichi di lavoro esterni al proprio perimetro e tecnologie avanzate di sicurezza a tutti i livelli. Dalla protezione del data center, giù giù fino all’utente e ai suoi device. Senza trascurare due elementi essenziali: visibilità e controllo. «Una filiera lungo la quale diventa essenziale assicurarsi la completa visibilità su eventi e personale collegato per garantire reazioni tempestive a possibili minacce» rileva Radaelli. «La nostra offerta va proprio in questa direzione. Accanto al cambio del modello organizzativo e lavorativo, alla base c’è sempre l’esigenza di affrontare il problema degli attacchi informatici, e la recrudescenza del ransomware, sotto gli occhi di tutti». Passaggio affrontato a diverse velocità dalle aziende. «Da una parte ci sono imprese e organizzazioni che hanno deciso di remotizzare in maniera permanente una parte della propria forza lavoro dotandosi di apparecchiature più sofisticate rispetto a quelle di partenza» spiega Marinelli. «Dall’altra – ora che gradualmente si torna in presenza – ci sono aziende che stanno ripensando i propri sistemi ponendo una diversa attenzione alla cybersecurity, frutto l’esperienza maturata durante l’emergenza sanitaria. «Molto anche in questo caso dipenderà dalla propensione all’investimento della singola realtà. Non dimentichiamo che fino a prima dell’estate, il 19 per cento delle aziende italiane aveva ridotto gli investimenti in cybersecurity» osserva Marinelli.

Centralità del ruolo del distributore

Lavorare in smartworking vero significa reingegnerizzare i processi. Comporta aggiustamenti mirati. Ripensare e poi realizzare progetti di ampio respiro. Ma occorre tempo. L’adozione di modelli organici (ZT, SASE) richiede inoltre conoscenze e competenze difficilmente reperibili nelle realtà aziendali medio piccole. In questo contesto la figura del distributore quale costruttore di soluzioni complete, capace di assemblare prodotti e servizi dei vari vendor, assume un ruolo centrale. «Da sempre una parte importante del nostro lavoro è quella di cercare soluzioni innovative e introdurle nei Paesi in cui operiamo. Integrandole, per costruire soluzioni complete e affidabili» afferma Marinelli.  «Con Fortinet sappiamo di poter disporre di soluzioni complete che abbracciano tutte le esigenze della security. Il mercato della sicurezza però è fatto anche di tante piccole aziende, molto specializzate. Per mettere in piedi un sistema di sicurezza il più completo possibile servono diverse soluzioni e servizi, formazione compresa. In Exclusive Networks siamo specializzati nell’integrare soluzioni di valore per costruire quel livello di sicurezza di cui davvero il cliente finale ha bisogno. E per farlo al meglio – conclude Marinelli – ci siamo dotati di un laboratorio – il nostro PowerLab – per valutare in prima persona come operano queste soluzioni integrate tra loro e permettere a clienti e prospect di toccare con mano le tecnologie che offriamo».

 

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