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DocuWare accelera su AI generativa e inclusione, le novità da DocuWorld 2026

DocuWare accelera su AI generativa e inclusione, le novità da DocuWorld 2026

Maurizio Bensi fa il punto sulle funzionalità presentate all’evento di Berlino, non solo tecnologia ma un’ulteriore evoluzione consulenziale dei partner

DocuWorld non è un evento tra i tanti di DocuWare ma, come ci spiega Maurizio Bensi, il Regional Sales Director Southern Europe dell’azienda, “l’evento del gruppo”. Inizialmente era uno, dedicato a tutti i partner al mondo, poi declinato in tre edizioni annuali: Europa, Stati Uniti e Asia.

“Abbiamo portato all’edizione di Berlino, circa 920 persone, un grande successo, frutto del lavoro svolto durante l’anno per migliorare le competenze dei partner, che fanno la vera differenza sul mercato”. La DocuWorld Partner Conference ha rappresentato un momento di svolta per l’intera industria della gestione documentale. L’edizione 2026 segna un punto di discontinuità rispetto al passato, con annunci che ridisegnano non solo i confini di un prodotto, ma l’identità stessa di DocuWare come azienda tecnologica.

Come sottolinea Bensi, se il 2025 era stato dedicato a rivedere in profondità il motore dei servizi cloud, il 2026 porta in primo piano una nuova interfaccia e un motore di intelligenza artificiale integrato in modo nativo nella piattaforma. Non aggiunte marginali ma interventi strutturali che ridefiniscono il modo in cui il sistema funziona e viene percepito da chi lo utilizza ogni giorno.

“Sono tante le novità di prodotto introdotte nell’ultima versione rilasciata poco dopo Berlino. Come anticipato, l’user interface, tra cui anche elementi che guardano all’inclusione, come il tracciamento dello sguardo per navigare il software, frutto del lavoro di 15 persone dedicate alla ‘psicologia’ nell’uso di un programma, con specificità degli utenti di ognuno dei 120 Paesi al mondo serviti da DocuWare”.

Nelle Experience Zone al DocuWorld, gli ospiti hanno potuto tastare con mano le innovazioni del marchio, approfondendo poi gli argomenti in sessioni dedicate. “Il redesign dell’interfaccia risponde a un’esigenza sempre più urgente nel mercato del software aziendale: rendere strumenti complessi accessibili anche a chi non ha una formazione tecnica” conferma il manager.

“In un contesto lavorativo dove le piattaforme devono essere adottate rapidamente e in modo diffuso, la semplicità d’uso non è un optional ma un requisito competitivo. DocuWare ha scelto di affrontare questa sfida con un intervento radicale sull’esperienza, riducendo la complessità operativa senza sacrificare le funzionalità”.

Non manca l’AI

Un’ulteriore novità tecnologia è un’evoluzione del motore di AI che lavora sui documenti non strutturati. “Da tempo possiamo far leggere agli algoritmi testi scritti a mano, scannerizzati, insomma non ottimali e comunque utili. L’AI generativa appena introdotta è invece un modo per configurare l’AI stessa”. In pratica, oggi un tecnico per leggere i dati della bolla di un utente può scrivere un prompt con cui chiede all’assistente cosa può servire di un determinato file. È un modo conversazionale per ricevere informazioni dai contenuti in possesso dell’azienda. “Il senso di DocuWorld è dare ai partner un orizzonte temporale di diversi mesi per consentirli di metabolizzare le innovazioni che abbiamo anticipato e arrivare pronti alla loro effettiva disponibilità”. In tal modo, il partner può anche capire se ha le competenze necessarie per approcciare quello che DocuWare ha presentato, per eventualmente formarsi e prepararsi adeguatamente fino al rilascio, con il supporto del fornitore.

Approccio consulenziale

Per il mondo dei partner, quello che è successo negli ultimi due anni è stato molto più di uno scossone. La rivoluzione portata dalla GenAI ha richiesto una velocità di aggiornamento come mai prima d’ora, unita ad una sensibilità nel comprendere le evoluzioni del settore e le opportunità tecnologiche per i clienti. “Non è solo vendere questa o quella soluzione ma capire il mal di pancia che il cliente sta affrontando. L’approccio consulenziale è fondamentale: gli account del vendor sono passati dal mostrare una demo del software a chiedere al cliente la visione sul suo business nei mesi successivi”. Non a caso, nel portale Academy, i partner possono nella loro lingua locale accedere a percorsi di formazione self-service o sessioni online con un formatore, dove si va più nel dettaglio della conoscenza del prodotto.

Un cambio di prospettiva non banale, che porta con sé anche una ridefinizione del ruolo dei partner nel canale di vendita e distribuzione. A questi si chiede di sviluppare competenze più sofisticate, capaci di accompagnare le aziende in percorsi di trasformazione digitale che travalicano la semplice implementazione tecnica. DocuWorld 2026 ha evidenziato questo passaggio: “chi opera nel canale non è più un installatore di software, ma un progettista di processi digitali”. Da Berlino arriva un messaggio preciso per tutto l’ecosistema: l’automazione documentale è destinata a diventare un elemento centrale nell’architettura operativa delle organizzazioni moderne, e chi vuole restare rilevante deve essere pronto a parlare il linguaggio dei processi, non solo quello della tecnologia.

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