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Mauden, i mille volti dell'IT

Mauden, i mille volti dell’IT

Da broker di prodotti hardware a system integrator, fino alla creazione del marchio Bou-Tek per il retail del futuro, l’evoluzione della compagnia italiana che da quasi 30 anni è tra i protagonisti del mercato

Mauden è una realtà nata nel 1987 come broker di prodotti hardware usati, e si è trasformata nel tempo fino a diventare business partner di grandi marchi oltre che rivenditore a valore aggiunto (VAR) della parte infrastrutturale, con specializzazione nello storage. Nel 2014 è stata creata la nuova Business Unit “EVO”, per estendere le capacità di system integrator dell’azienda alle nuove frontiere dell’innovazione digitale. Rientra in questa strategia anche la creazione del marchio Bou-Tek, con cui Mauden accompagna i clienti nel percorso verso un mondo sempre più digital fatto di business analytics, cognitive computing e delle nuove frontiere del retail.

«Con quasi trent’anni di attività nel mercato italiano, Mauden ha un volume d’affari vicino ai 40 milioni di euro e conta oltre 150 professionisti. Sotto la guida di Roberta Viglione, sua titolare e presidente, l’azienda ha saputo evolversi profondamente. Oggi siamo noti come system integrator di livello nazionale e la nostra azienda è considerata una delle realtà italiane maggiormente coinvolte nelle tematiche digitali», spiega a Data Manager Mario Viola, Direttore tecnologie.

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Mario Viola, Direttore tecnologie Mauden

La mission di Mauden è offrire soluzioni per la gestione, l’ottimizzazione, la razionalizzazione e l’automazione degli ambienti dei clienti per soddisfare le richieste di efficienza e flessibilità a supporto delle nuove esigenze di business. Le infrastrutture tradizionali vanno integrate o affiancate dalle nuove proposte tecnologiche, tenendo sempre d’occhio il rapporto costo/benefici. «Le nuove tendenze dell’IT, all’insegna di cloud, big data, mobile, social e analytics, sono e saranno sempre più strumenti al servizio delle linee di business. Non abbiamo dimenticato il nostro DNA infrastrutturale, ma lo abbiamo rinnovato», prosegue il manager. La trasformazione a business partner di grandi brand è avvenuta nel segno di IBM. Mauden è infatti cresciuta in competenze fino a essere uno dei pochi partner in Italia ad avere la certificazione Specialty Elite nella parte storage, e ha sempre mantenuto competenze e capacità progettuali sulle diverse soluzioni di Big Blue. Il suo attuale ruolo di system integrator impone comunque a Mauden di essere preparata su tutte le nuove soluzioni che si affacciano sul mercato, comprese quelle di società con offering specializzato e innovativo che stanno emergendo ora. «Senz’altro ci distinguiamo per l’abilità nell’integrare soluzioni di diversi vendor e per la nostra capacità di accompagnare i clienti in tutte le fasi dei progetti, compresa la customizzazione e il post-vendita. Nel nostro ruolo di consulenti garantiamo continuità e l’eccellenza delle competenze», sottolinea il Viola.

La tigre digitale va cavalcata per restare protagonisti oggi e assicurarsi il successo nel mercato di domani, ma per un’azienda è ugualmente importante scegliere le aree e le competenze sulle quali specializzarsi. «Il nostro investimento in Bou-Tek è focalizzato sulla parte più fisica della customer journey – spiega Cesare D’Angelo della Direzione Digital – ovvero su quella specifica parte dell’esperienza omnicanale che si sviluppa intorno a un luogo reale, sia esso un negozio, una banca, un aeroporto o un centro commerciale».

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Cesare D’Angelo, Direzione Digital Mauden

L’approccio di Bou-Tek indirizza il tema degli analytics, la produzione di dati finalizzati alla profilazione, alla creazione di report e all’analisi dei comportamenti, grazie ai quali le aziende possono poi costruire in maniera specifica e mirata messaggi, offerte, interazioni e contenuti. «Con questa filosofia nasce GET, un middleware sviluppato internamente che, in ottica di IoT e omnicanalità, raccoglie, analizza e classifica dati, anche non strutturati, provenienti da fonti eterogenee e può essere utilizzato per impostare le azioni in maniera totalmente automatizzata, sfruttando le funzionalità cognitive degli elementi che lo compongono», conclude D’Angelo.

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