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Ossessionati dallo spazio storage, la ricerca di Western Digital

Il 51% degli intervistati per fare spazio sul cellulare cancella regolarmente i contenuti ma poi spesso se ne pente. 1 su 4 definisce i propri contenuti digitali “inestimabili”. La ricerca condotta da Western Digital spiega quanto sia difficile gestire i contenuti digitali.

 

Dover decidere quale foto o video cancellare per liberare spazio su smartphone o tablet…e poi pentirsene: è un vero e proprio problema esistenziale secondo i risultati di una ricerca condotta da Western Digital.

Il report, che osserva come gli utenti dei principali mercati occidentali – Regno Unito, Francia, Germania e Nord America – creano, fruiscono, condividono e archiviano i propri contenuti digitali, ha rilevato che nonostante 1 su 4 attribuisca un valore “inestimabile” ai propri contenuti digitali, spesso cancellarne alcuni è necessario. In particolare, sacrificare una foto o un video è un’evenienza regolare per quasi un quinto (19%) di tutti gli appartenenti tra i 16 e i 45 anni, e questo dati sale a oltre la metà (51%) se si considerano i gruppi più giovani dai 16 ai 34 anni.
In maniera simile, il 47% di questo gruppo d’età afferma di rimanere senza spazio sul proprio dispositivo mobile su base settimanale mentre per il 45% è un problema su base giornaliera.

“Finire lo spazio storage non è la più grande minaccia per l’umanità, ma è sicuramente un fastidio per la stragrande maggioranza degli utenti,” ha affermato Luca Marazzi, Country Manager Content Solutions Business di WD Italia. “I nostri risultati mostrano chiaramente che i clienti stanno sacrificando ricordi preziosi per fare spazio sui loro dispositivi.”

Una delle numerose ragioni per la cancellazione quotidiana è il passaggio dalla proprietà fisica dei contenuti multimediali alla proprietà digitale. Il 48% dei partecipanti preferisce le versioni digitali di album musicali rispetto al 25% che preferisce la copia su supporto fisico. Lo stesso vale per i film con il 41% che preferisce la proprietà di contenuti digitali rispetto al 29% dei DVD (così come singoli musicali e immagini).
Lo streaming sta incrementando la sua diffusione, anche se resta ancora minoritario rispetto al download. Il 31% preferisce ancora ascoltare musica digitale propria rispetto al 22% che preferirebbe fare lo streaming. La differenza è persino più pronunciata per quanto riguarda gli show TV con il 48% che preferisce la proprietà digitale rispetto al 29% che preferisce lo streaming.
E con una media di cinque album musicali, cinque film e cinque show TV scaricati ogni settimana dai partecipanti alla ricerca, è chiaro che si consuma un’enorme quantità di contenuti digitali multimediali.

Aggiunge Marazzi: “Il nostro studio mostra che il 73% degli utenti compra ancora la tecnologia sulla base del prezzo, rispetto a solo il 37% che la compra sulla base delle caratteristiche, e crediamo che questo sia vero anche per lo storage esterno. Tuttavia, poiché gli utenti continuano a seguire stili di vita sempre più digitali e sono costretti a scegliere quali file tenere o cancellare, crediamo che questo cambierà.”

I risultati supportano certamente questa affermazione. Solo un partecipante su quattro dispone di storage esterno da oltre 1TB di capacità, mentre il 45% ha 64gb o meno come capacità storage complessiva o di backup sul dispositivo che utilizzano come mezzo primario di archiviazione di contenuti.

Conclude Marazzi: “È chiaro che gli atteggiamenti verso l’acquisto di storage non vanno ancora di pari passo con l’appetito per i contenuti digitali. Spetta alle aziende come WD dimostrare agli utenti che i prodotti come gli hard disk wireless, NAS e personal cloud possono aiutarli a gestire in maniera semplice e veloce la loro vita digitale e garantire che non dovranno mai più cancellare un ricordo prezioso.”

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